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  • Writer's pictureBianca Amoruso-Wennerby

Questo é il mio silenzio


Da quanto tempo non ascolti il tuo respiro? O il vero sapore di una mela? Da quanto tempo non ascolti il suono più importante, quello che ci fa vivere, il suono di te?

Da quanto tempo non guardi lontano, a cento metri da te, tenendo la nuca dritta e gli occhi aperti verso l'orizzonte? al di lá della tua finestra e non su uno schermo a 20 cm da te. Da quanto tempo non ti accorgi che il cibo non ha bisogno di sale? Da quanto tempo non accetti il tuo silenzio lasciando fuori tutti gli altri e tutto ció che hai da fare?


Che fai se e quando hai un momento solo o sola con te stesso/a? Riempi il momento di altri e con altri? Di suoni esterni artificiali? Film, social, chiamate telefoniche.. Lasci entrare chiunque si imponga nella tuo momento con messaggi o chiamate? Accendi la TV per ascoltare altri e fuggire da te?


Che succederebbe se restassi con te? Solo/a. Tu e il tuo respiro.


Ieri ho avuto un tempo sacro. Un pomeriggio e sera per me nella mia casa. Il primo dopo quasi sei mesi credo. Nella mia casa e non fuori, dove a volte mi rifugio per rubare qualche ora di pausa. Senza nessun essere umano o vivente, a parte una piantina di edera. Premetto che sono sempre a corto di tempo, avendo due bambine piccole quasi a tempo pieno e lavorando, studiando, scrivendo ed insegnando. Tutto questo con grande, grandissima passione che mi spinge ad andare a dormire molto presto la sera e a svegliarmi nel cuore della notte per riuscire a studiare e scrivere.


Ho da scrivere e studiare centinaia di pagine. Ho da preparare esami di medicina, lezioni di yoga, ricercare per uno studio che sto scrivendo, ho da praticare il mio yoga, vorrei sentire mia madre che non sento mai. Dovrei mettere ordine in casa, per una volta che é vuota. Dovrei pulire casa. Dovrei pensare a domani e alle attività da fare con le mie figlie. Vorrei chiacchierare a telefono con le persone che amo e che sono lontane. Vorrei vedere che combinano tutti i miei contatti sui social. Dovrei fare la spesa. Dovrei.......


Ma. Scelgo me.


Ecco ció che la mia mente ha prodotto ieri dopo quasi un'ora di totale silenzio con me,

Lo condivido con voi non perché sia un testo particolarmente bello o scritto bene ma solo perché vorrei far riflettere sull'importanza di scegliere se stessi, qualche volta e...totalmente. Questo é un necessario nutrimento che porta a benessere psichico e fisico. Va fatto ogni tanto. Via tutti e ORA CI SONO IO. Io... con il mio respiro. E con il mio cuore che batte e che non viene mai ascoltato. Se ascoltate quotidianamente il vostro respiro, lui vi guiderà. Vi indicherà la strada da seguire. Provateci. Mettetevi in priorità vera. Dedicate amore verso voi stessi. Questo é il primo passo verso salute e guarigione vera.


Ecco le mie riflessioni, cosí come sono nate in me. Senza alcuna correzione postuma.


"Al rientro a casa, il mio primo rientro da tanto, in una casa vuota, anche il rumore delle chiavi sul pianoforte mi ha disturbato. “Mi servivano per entrare e comunque avrei dovuto poggiarle”, ho pensato. Le ho posate sul pianoforte e poi ho chiuso gli occhi. Silenzio. Tanto silenzio. Il primo rumore che ho percepito é stato il mio stomaco vuoto che brontolava. Quando terminerò di scrivere gli darò ascolto. Il mio respiro é cosi silenzioso che quasi mi chiedo se ci sia. É costante e morbido. Sono con me. Seduta sul mio divano circondata dai miei libri. I piedi nudi sul parquet scricchiolano se li muovo. Sento chiaramente il suono della pelle che si scolla dal pavimento di legno caldo e accogliente della mia casa. Questo é un suono tenero che di solito non riesco a percepire. Forse solo quando cammino con passo concitato da una stanza ad un altra, chiamata da una delle mie figlie o quando corro per faccende di casa. Il telefono squilla ma non rispondo. Questo é il mio silenzio. É uno spazio di ascolto di me stessa e non di voci altrui. Mi schiarisco la voce e questo é un suono rumoroso che non farò più anche perché non mi serve. Da ora fino al momento di dormire non parlerò. Ascolterò il mio respiro. I battiti del mio cuore. Questo é il mio silenzio. Tra poco voglio mangiare e voglio mangiare in silenzio sentendo il rumore dei bocconi masticati e del momento in cui ingoio il cibo. Voglio pensare a quel cibo, sognare la sua storia e provenienza e sentire che lo sto mangiando ora e che fa parte del mio silenzio. La doccia che farò sarà un momento di piacere; voglio sentire l’acqua calda che accarezza le spalle e la schiena e che rilassa i miei muscoli. Voglio pensare all ‘acqua e non a ciò che ho fatto oggi e a ciò che fare domani. Stasera é il mio momento d’amore. Il mio momento di ascolto. Ho camminato per casa da quando sono rientrata come stessi passeggiando sulla sabbia lentamente in un giorno di sole. Ad ogni passo ho sentito la pianta del piede, vasta, abbracciare il suolo sotto di sé. Niente fretta. A volte camminiamo da una stanza all’altra come correndo in ritardo ad un colloquio di lavoro. Ci fermiamo soltanto quando siamo sfiniti, su una poltrona, costretti da un film o a letto, per il consueto appuntamento con la nostra “ricarica notturna”. Ma oggi voglio fermarmi durante il pomeriggio e durante la mia sera di silenzio. Fermarmi mentre bevo un bicchiere d’acqua e ringraziare per il fatto di averlo. Voglio fermarmi tra un boccone e l’altro di cibo, prima di andare in un’altra stanza, o davanti alla finestra ad osservare le foglie degli alberi che resistono al vento o che a volte cadono. Cadono per poi rinascere. E questo mi da forza. Mi fa sentire parte di un tutto, di qualcosa di più grande. Voglio fermarmi a pensare questo. Voglio soffermarmi sulla fiamma della mia candela e sul suo tremolio, sui colori che cambiano e magari avvicinare la mano e sentire il calore. Pensando a questo e a niente altro. Questo é il mio silenzio. Ora il respiro ha sbuffato, penso il mio corpo mi dica che é ora di introdurre cibo. Tra poco lo farò. Non ho chiamato nessuna amica e nessun familiare, non ho risposto a nessun messaggio. Questo é il mio silenzio. É il momento di ascoltarmi. Di sentire ciò di cui ho bisogno. Di sentire che sono qui anche io e di mettermi una mano sul petto.

É da tanto tempo che non ho una serata tutta per me nella mia casa e in solitudine. Tra le tantissime cose che avrei potuto programmare, ne ho scelta solo una. Stare con me stessa. Attivamente. Senza fuggire, senza distrazioni digitali. Senza rumori che possano nascondere “ i miei suoni” e il mio cuore. Questo é il mio silenzio ed é necessario che rimanga mio. Ho bisogno di sentirlo davvero e di concedermelo davvero. Perciò adesso lascio anche questo scritto e continuo ad ascoltare… ad ascoltarmi… continuo a lasciar scorrere note di me in questo bellissimo silenzio che per me é così sacro, cosi nuovo, cosi importante. Questo é il mio silenzio. "







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